Monday, June 12, 2006

Dishny


I ristoranti indiani a Parigi non mancano: si spazia dal fast food super economico e senza pretesa alcuna, al locale raffinato che ri-carica sui clienti le cifre ingenti spese tra l'architetto e l'import dei grandi Ganesh in legno; passando per il ristorantino strategicamente posizionato, dichiaratamente per turisti. Poi c'è l'eccezione.
La referenza era di quarta mano, e l'affidabilita` della stima del fratello del collega di un'amica mi lasciava perplessa. Entrando ho schioccato un sorriso ironico alla vista delle piastrelle azzurre da barbiere e di una sorta di tabernacolo votivo con il ritratto di un uomo baffuto, collocato nel posto in cui il barbiere, in genere, tiene una televisione. L'alta densità demografica riscontrabile nel locale mi avrebbe dovuto tuttavia suggerire qualcosa. Ci accomodano nei pressi della cucina, anche se viste le dimensioni più o meno tutti i tavoli sono nei pressi della cucina. Reticente comincio ordinando un'orangina, mentre Leo incuriosito dai piatti che gli sfrecciano davanti opta per un misto di badji: bignet alla farina di ceci con un ripieno di melanzane, gamberi, patate e cipolle.



Arrivano in un lampo accompagnati da salse varie: una raita di cetrioli, una a base di cocco e cardamomo, un chutney e una rossa e piccante. Fumanti, cicciotti, con un bel colore aranciato; mi tentano subito e sono deliziosi.





Mi ricredo della mia sensazione iniziale: proseguiamo con un ghee dosai: una sfoglia croccantissima arrotolata su se stessa, servita anche essa con le salse. Tra le carni mi colpisce la presenza del montone ma la scelta cade su un curry di agnello di media piccantezza cotto in un'alchimia di pomodoro, cipolla e spezie.



Il basmati è accompagnato da raita, una passatina di ceci e okra
saltata.




La carne è tenera e succosa, il riso meraviglioso profumo di sandalo; le porzioni? Abbondantissime.
Timidamente chiedo al sorridente gestore-cameriere, onnipresente in sala, se eventualmente posso portar via la mastodontica quantità che ho avanzato. Non si incrina minimamente e mi prepara docilmente la doggy bag mentre attendiamo il dolce. E qui mentirei se dicessi che era all'altezza delle altre portatate, il gelato al mango proprio non mi è piaciuto. Poco male: il resto era strepitoso e il rapporto qualità-prezzo decisamente onesto, si mangia con 15-20 euro alla carta ma ci sono anche dei menù a 9 (per cena,non per pranzo!) rammentando tra l'altro che le bevande costano meno che in qualsiasi altro locale parigino in cui io abbia mangiato fin'ora. Gongolo pensando alla scoperta del Ristorate Indiano e penso che la mia recensione lo renderà noto ai più e fantastico sul fatto che magari un giorno ci sarà l'effigie di Chiaraneve al posto dell'uomo baffuto. Uscendo alzo lo sguardo e noto, ordinatamente disposte in ordine cronologico, le targhette della celeberrima guide de routard dal 1995 fino ad arrivare all'anno corrente. Diciamo che sono solo arrivati prima di me.




Dishny
25, rue Cail
75010 Paris
metro: la Chapelle

11 comments:

rosso fragola said...

ottima recensione, hai buone intenzioni a quanto vedo! :-))
La cucina indiana è particolare e molto speziata, personalmente la conosco poco, ma quel poco che ho avuto l'occasione di assaggiare era di tutto riguardo.
Ciao Kiaretta

Gloricetta said...

Dal tuo racconto, si sprigionano come per magia i profumi enebrianti della cucina indiana; da me poco conosciuta ma la cuoriosità che susciti è grande. Glò

Francesca said...

che bella la foto dentro la crepe:) delizie che si rincorrono, e se trovi come te a Parigi un indiano così non lo molli più.

mattop said...

A istinto la vedo una cucina dispersiva, troppi ingredienti e spezie. Dovrei provare qualche piatto semplice della loro cultura. Recensione impeccabile...

Elisa said...

Te la stai spassando ragazza, eh :))

Brava, brava...mi sei mancata l'altra sera al jap.

cat said...

Le cucine indiane (ogni zona ha la propria tradizione!)sono tutte ottime, profumate, con tanta scelta per i vegetariani; io adoro questi sapori, ma nei ristoranti della mia zona il cibo è al limite del mangiabile, troppo piccante! L'unica alternativa che mi resta è preparare i piatti in casa (gli ingredienti sono abbastanza facili da reperire.Mi sembra che tu abbia avuto una bella fortuna! le foto sono bellissime, e i piatti mi fanno venire l'acquolina. saluti golosi cat (grazie per le visite)

Gaia said...

wow...fame...indiano...colori, profumi, sapori...wow!

Kjaretta said...

Rosso Fragola: grazie. La cucina indiana mi piace sia mangiarla che realizzarla: amo le spezie e ne compro in quantita` perche` comunque fanno parte della mia cultura gastronomica.

Gloricetta: sono felice che questo post abbia tale capacita` evocativa; se non c'e` un buon indiano dove vivi cimentati in prima persona: da molta soddisfazione ;-)

Francesca: graziee! Anche a me piace molto, spero di riuscire a tornarci perche` mi e` piaciuto oltre ogni misura.

Mattop: per quel poco che l'ho sperimentata io devo dirti che non e` rapidissima: le cotture sono molto lunghe, ma ci sono dei piatti ragionevolmente rapidi come i curry di spinaci e il riso pulao che si fanno in tempi relativamente brevi e con 3-4 spezie.

Elisa: si , in effetti.Spero di non mancare la prossima volta :)

Cat: infatti e` una cucina vastissima, una mia amica mi ha preparato dei piatti moghul squisiti, ma anche questi non erano affatto male. Grazie, per le foto faccio del mio meglio ;-)

Kjaretta said...

Ciao Gaia, non e` la prima volta che postiamo contemporaneamente, solita telepatia? ;-)
A furia di leggere i vostri commenti mi sa che ci torno.

ape said...

la cucina indiana non può che piacere...e se non piace, piacciono gli indiani..

buona giornata.

miss piperita said...

Che buono il cibo indiano...mi viene solo l'acquolina a vederlo!!