Wednesday, August 02, 2006

Sitío Papoula Vermelha






Sitia Papoula Vermelha è la tenuta agricola del seu Paulo, il padre di Renata, e si trova ad una ventina di km da Araruama, nello stato di Rio de Janeiro. Il nome significa letteralmente "il posto dell'ibiscus rosso". E mai nome fu più indicato: i numerosi cespugli di ibiscus in fiore scuotono il paesaggio verdeggiante con macchie di colore carminio.













È il regno degli alberi da frutto: palme appesantite da enormi cespi di banane, banana prata precisa gentilmente seu Paulo; altre invece adorne di una collana di cocchi verdi in miniatura e poi ancora il pé de mamão, un tipo di papaya che regala frutti che possono raggiungere il peso di un chilogrammo o piú ciascuno. Ci sono anche limoni dal colore aranciato, e arance verdi ancora acerbe che saranno pronte in ottobre mi dicono; eppure, anche se leggermente asprigne, sono buonissime anche ora.





curiositá: significa piede, ma anche pianta.



un cespo di banana prata




uno dei gatti sotto la palma da cocco




i limoni...Arancioni!


Camminando per il podere ci imbattiamo in un paio di lavoranti: sbucciano abilmente con il machete le canne da zucchero, privandole delle foglie e delle estremità; quindi le riducono in pezzi di 40-50 cm per poi estrarne il succo con un attrezzo ad hoc.





Sbucciatura





Prima spremitura





Seconda spremitura


Dopo due spremiture rimane una fibra coriacea, ma decisamenete allettante per qualcuno che vedremo in seguito. Mi offrono un bicchiere di questo liquido torbido,corposo e dolcissimo. Per me è eccessivamente zuccherino: mi bagno appena le labbra, mentre sotto i miei occhi attoniti Rogério, uno degli operai, se ne scola tre. Scopro poi che in genere ne beve almeno otto mentre pasteggia con un casco di banane.





Continuiamo il giro e ci troviamo in un boschetto di manioca; viene selezionato uno dei piccoli arbusti e semplicemente sradicato dal terreno, scopro che la radice è la parte edibile che in forma di farina prende il nome di tapioca, elemento importante nella cucina locale.





Carlile sradica la manioca






Il fusto sottile viene fatto a brandelli che vengono accuratamente coperti di terra. Daranno vita a nuovi alberelli che infoltiranno il boschetto nel giro di pochi mesi.





Saliamo in cima ad una collinetta: un cavallo dal mantello albino si ciba delle fibre della canna da zucchero, quieto.





Passeggiamo in un campicello di zucche e zucchine e scorgo uno stagno in lontananza. Avvicinandomi faccio maldestramente scappare le oche, le galline e i loro pulcini tutti gialli.





In compenso i due gatti che abbiamo incontrato appena arrivati, ci seguono fedeli, avidi di carezze ed attenzioni.





Il sole comincia a scendere velocemente, ci ubriachiamo dei colori del tramonto poi con un cesto pieno di mamão, arance verdi e limoni aranciati lasciamo questo posto d'incanto.





7 comments:

cat said...

bel post, grazie delle foto degli ibischi e dei frutti bizzarri, anche il cavallo bianco era molto bello, ho solo una cosa da consigliarti NON ASSAGGIARE il budino di tapioca...l'ho fatto solo una volta e in casa mia è stato subito ribattezzato "budino di occhi di rana"! donna avvisata...:-))saluti golosi cat

Elisa said...

Che meraviglia, tesoro...era un paese che non avevo mai preso in considerazione prima d'ora...adesso ho solo una gran voglia di visitarlo...gli ibiscus rossi sono stupendi!

rosso fragola said...

una trasferta da sogno Kiaretta. Mi hai fatto venir voglia di banane e dolcetti, così non ho perso tempo,ma non riesco a pubblicare le foto, la digitale fa i capricci;sarà mica una protesta per la troppa assenza?

Kjaretta said...

Cat: hai fatto bene a dirmelo del budino ;-)! Il cavallo che mangiava le canne da zucchero era molto bello, purtroppo la luce cominciava a farsi desiderare e la foto non e` bella come avrei voluto!

Elisa: a me piacerebbe vedere Bahia a questo punto. Ma tra pochi giorni si torna in Italia... Quando li ho visti, gli ibiscus rossi, ti ho proprio pensato, sai?

Rossofragola: ciao, mi associo alla digitale: manchi da troppo tempo nella blogsfera! Aspetto fiduciosa le tue creazioni.

Baci a tutti.

alice e il vino said...

Ciao Kja... :-)
bellissimo reportage, mi ha incuriosito molto il succo estratto dalla canna da zucchero....mi piacerebbe molto assaggiarlo...

a presto
bEtti

Acilia said...

Semplicemente affascinante.

...I fiori di ibisco li ho ritrovati in numerose miscele di tè.
A tratti, mentre ti leggo, ho le sensazione che tu stia scrivendo dal paradiso.

Kjaretta said...

Betti: il succo era dolce in una maniera inaudita, non immaginavo. Io ne ho bevuto pochissimo infatti! Un bacio.

Acilia: il the all'ibiscus mi intriga tantissimo, sai? Lo devo cercare il prima possibile. In Brasile tra l'altro il the non è molto diffuso, qui si beve molto caffè e mate o al massimo tisane a base di erbe e quindi per un mese ne ho fatto a meno; é stato terribile. Ma la prossima volta mi attrezzo ;-)