Saturday, September 23, 2006

Plum-cake al cocco fresco





Oggi ho deciso di fare un post di utilità sociale; oggi vi metterò a parte di una delle tecniche che hanno veramente cambiato il mio approccio alla cucina, oggi vi insegnerò come si rompe un cocco. Per me è stato un precetto rivoluzionario. È necessario premettere che il mio metodo iniziale era davvero grezzo e primitivo, con un corollario di conseguenze moleste. Semplicemente io scagliavo il cocco dalla finestra della cucina sul vialetto di pietra. Funzionava dannatamente bene, dal mio punto di vista certo. Dal punto di vista di mia madre e mia nonna che dovevano pulire il vialetto per giorni dall' appiccicosa acqua di cocco, lottando contro sciami di api e formiche assetate un po' meno. Così mi sono raffinata e ho chiuso il cocco in un sacchetto per evitare quel problemuccio. C'era sempre l'inconveniente che il cocco si rompeva davvero in tante minuscole unità e staccarle poi dalla scorza dura con il coltellino non è uno dei miei passatempi preferiti.
Poi una volta un saggio mi ha spiegato una tecnica essenziale ed efficace, che tra l'altro, non prevede l'uso del vialetto di pietra che io ritenevo un fondamento.





Per rompere il cocco

cocco
cacciavite
martello
bicchiere

Prendete il cocco dall'estremità in cui ci sono i tre buchini semi-scavati e con il cacciavite e il martello li incidete fino in fondo. Ponete il cocco in un bicchiere in modo che scoli bene l'acqua che contiene. A questo punto lo riprendete e all'altezza dell'equatore gli date dei colpetti con il martello; man mano si formeranno delle crepe. A questo punto gli date un colpo più deciso e il cocco si romperà in due. Ora facendo leva con un coltello lo staccate dal guscio marrone che con un po' di fortuna rimarrà integro, e lo immergete man mano nell'acqua per non farlo asciugare. Mediamente un cocco fornisce 400 g di polpa.






Plum cake al cocco fresco

cocco fresco 150 gr
yogurt 125 g
zuchero 170 g
uova 3
farina 120 g
fecola di patate 60 g
lievito un terzo di bustina
olio di girasole 1 dl

Tagliate il cocco a pezzetti con il coltello , quindi tritatelo grossolanamente con la mezzaluna. Sbattete con le fruste elettriche le uova e lo zucchero; incorporate farina, lievito e fecola setacciati. Quando il composto è liscio unite lo yogurt e l'olio, infine il cocco. Foderate uno stampo da plum cake con la carta da forno e riempite con il composto. Cuocete a 180 gradi per 45 minuti.
Se usate il frullatore per tritare il cocco risulterà molto più fine e il risultato finale sarà diverso: tagliandolo al coltello si sentono i pezzetti di cocco distintamente.






Friday, September 22, 2006

Torta di uvetta alla birra






Alzi la mano chi toglie i canditi dal panettone a Natale. Secondo me siamo in tanti. Perchè non ti mangi il pandoro allora?! Perchè appartengo a quella minoranza etnica che adora le uvette, naturalmente. Ah, la birra tra l'altro , salvo rarissime eccezioni, non la tollero davvero. Ma la presenza cospicua di uvetta prevista dalla ricetta, mi ha indotto ad allargare le mie visioni sulla birra che secondo me continua a sapere di pxxx; ma in questa torta ci sta proprio bene. i canditi no, quelli non li ho messi: tutto ha un limite. Quindi tirando le conclusioni di questo flusso di pensieri sconclusionato, questa torta è adatta per le seguenti categorie di persone:
- quelle che amano la birra
- quelle che amano le uvette alla follia
- quelle che non amano i canditi ma amano le uvette
- quelle che amano la birra, i canditi e le uvette
- quelle che non amano la birra ma amano le uvette
- quelle che amano i canditi
- quelle che amano le uvette ragionevolmente
- quelle che non amano i canditi ma amano la birra
- quelle che non amano la birra ma amano i canditi e non disdegnano le uvette

Sono certa che tutti rientrate in una o più delle categorie citate; quindi dovete provarla assolutamente. Ne vale la pena.

farina 220 g
burro 110 g
uvetta 200 g
canditi di cedro e arancia 50 g (facoltativo)
uova due
la scorza di un limone
zucchero di canna 150 g
cannella, noce moscata , zenzero un pizzico ciascuno
birra guinnes 1,5 dl
bicarbonato di soda mezzo cucchiaino

Sfregate tra le mani il burro morbido a fiocchi e la farina fino ad ottenere un impasto bricioloso. Aggiugete le uvette, i canditi se volete, la scorza di limone gratuggiata, lo zucchero e le spezie. Scaldate in un pentolino la birra a fuoco lento; fuori dal fuoco unite il bicarbonato e lasciate intiepidire. Aggiungete alla birra le uova sbattute appena, quindi versate il composto sulla miscela di farina e mescolate per 5 minuti fino a quando avrete un impasto omogeneo. Imburrate e infarinate 12 stampini o uno stampo a cerniera di 18 cm ; versatevi il composto e cuocete a 180 gradi. I dolcetti saranno pronti in 25 minuti; la torta in 45.
Quando sono ben freddi avvolgeteli in pellicola per alimenti e aspettate fino al giorno successivo prima di mangiarli.




Thursday, September 21, 2006

Albanella di gamberi e zucchine






Forse non ve l'ho mai detto, ma io adoro i gamberi. Mi piacciono da morire. Da piccola ero capace di ingollare quantità mostruose di cocktail di gamberi preparato dalla mia mamma. Il rumore del frullatore in azione mi provocava effetti pavloviani: eccitazione all'idea del succulento piatto in arrivo e, esattamente come nei cani, aumento della salivazione. Mentre preparava la salsa rosa fremevo, cullata dal suo soave rumore. Poi ho mangiato così tanti gamberi cucinati in vari modi da scoppiare e per anni non ne ho più toccati, semplicemente disinteressata dal piccolo crostaceo in questione. lo scorso luglio a Rio De Janeiro, mi hanno servito dei gamberi fritti: croccanti, asciutti; eccellenti. Ricordo di aver chiamato il cameriere indietro prelevando un'altra dozzina dei Meravigliosi. E sono istantaneamente ricaduta nel tunnel. L'indomani sulla spiaggia di Ipanema, ho saccheggiato un venditore ambulante di gamberi cotti sulla piastra: innaffiandoli con il succo di lime devo averne mangiati una trentina di diverse taglie. Adesso cerco di essere morigerata, se posso ;-).
L'ispirazione per la ricetta viene da l'albanella di Mauro Uliassi, che io ho semplificato non disponendo del contenitore in questione e di buona parte degli ingredienti previsti dalla ricetta riportata sul volume curato da Paolo Marchi " In cucina con i grandi chef".



gamberoni 8
aglio uno spicchio
cipollotti 4
finocchietto selvatico un rametto
zucchine baby 8
olio extravergine di oliva 2 cucchiai

Tagliate a pezzi le zucchine e i cipollotti a metà. Ponete tutti gli ingredienti in un vaso da conserva, io ne ho usato uno grande della Bormioli, e chiudete ermeticamente. Per cuocere a bagnomaria avvolgete il vaso con uno strofinaccio da cucina, quindi ponetelo nella pentola coprendo di acqua. Cuocete per circa 30 minuti, con l'acqua che sobbolle appena. Trascorso il tempo lasciate raffreddate il vaso per qualche minuto, poi apritlo. Io ho indossato un paio di guanti da forno; naturalmente se usate l'albanella, l'apertura si rivela più semplice.
Servite con del pane semplicemente.








Monday, September 18, 2006

Tarte tatin di mele al profumo di alloro con budini di formaggio





Certo di questi tempi mangiare i latticini e i formaggi in particolare non è politically correct, ma a me piacciono proprio tanto... Che ci posso fare? Questi budini sono davvero versaatili: serviti con la torta chiudono il pasto in modo inedito; con focaccine e qualche foglia di crescione fungono da antipasto.


Tarte tatin al profumo di alloro

mele granny smith 800 g
pasta sfoglia un rotolo pronto
alloro 5-6 foglie
cannella un pezzo di 3 cm
zucchero 50 g
burro
20 g

Sbucciate e tagliate a fettine le mele, cuocetele in padella con il burro, l'alloro, la cannella; infine aggiungete lo zucchero e spegnete il fuoco. Eliminate gli aromi dalle mele. Foderate uno stampo a cerniera di carta da forno, distribuite uniformemente le mele sul fondo, quindi coprite con la pasta stesa facendola aderire bene. Cuocete per 20 minuti in forno caldo a 200 gradi. Quando la torta è pronta rovesciatela su un piatto di portata.

Budini di formaggio

gelatina in fogli 7,5 gr
panna 1 dl
robiola 100 gr
ricotta di pecora 100 g
gorgonzola piccante stagionato 40 gr

Ammorbidite la gelatina in acqua fredda per 5 minuti. Nel frattempo fate bollire al minimo la panna, unitevi il gorgonzola a pezzetti e fatelo sciogliere. Quindi filtratelo per eliminare la parti blu e rimettetelo sul fuoco al minimo. Aggiungete la gelatina strizzata e spegnete il fuoco. Mettete il composto nel mixer con la robiola e la ricotta di pecora. Foderate 6 tazzine da caffè con carta da forno e porzionate la crema. Trasferite in frigorifero per almeno 5 ore.

Servite i budini di formaggio con una fetta di Tarte tatin, un cucchiaino di chutney di cipolle e una fetta di gorgonzola dolce a piacere.

Wednesday, September 13, 2006

Le fisse della nonna: hummus e scoiattoli






Dei piatti etnici che ho proposto alla nonna, quello in assoluto di suo maggior gradimento è stato sicuramente l'hummus. Inizialmente lo annusava sospettosa, poi gliel'ho spacciato per maionese di ceci. Devo aver toccato il tasto giusto, perchè l'ha assaggiato e le è piaciuto molto, tanto da chiedermi di rifarglielo numerose volte. Per dire la verità è diventata una sua fissa, insieme allo scoiattolo naturalmente. Da circa sei mesi a questa parte ha sentito l'esigenza di avere uno scoiattolo di terracotta in giardino, "proprio là sotto al pino", ha aggiunto. Tuttavia accontentare il suo desiderio si sta rivelando impresa ardua. Sto cercando il roditore (in) cotto forsennatamente in vari negozi di oggettistica, fiere, mercati: a Como, Milano, Parigi, Londra; senza successo. Prima che partissi per trascorrere un mese a Rio De Janeiro la nonna come ultima raccomandazione mi ha chiesto di cercarle lo scoiattolino. Ovviamente non l'ho trovato nemmeno dall'altra parte del mondo e il mio tentativo ruffiano di rabbonirla con il tucano dipinto a mano è stato piuttosto patetico. Quindi vi prego, se sapete dove potrei trovare uno scoiattolo in terracotta, non esitate a segnalarmelo; prometto una ricca ricompensa in biscotti e muffin. Io intanto consolo la nonna con questa variazione sull'hummus.

fagioli bianchi secchi 250 g
pomodori secchi 50 g
olio extra vergine di oliva 4 cucchiai
yogurt greco 250 g
tahina 3 cucchiai
miele un cucchiaio
il succo di un limone

melanzane 2
aglio uno spicchio
timo, basilico, erba cipollina e prezzemolo tritati due cucchiai
olio extra vergine di oliva 3 cucchiai
fichi 12-14
mirtilli secchi a piacere


Realizzate l'hummus come vi avevo spiegato qui, seguendo queste variazioni:
- sostituite i ceci ai cannellini
- omettete aglio
- alla fine aggiungete lo yogurt greco per renderlo più cremoso
- aggiungete a metà dell'hummus un cucchiaio di miele; il resto lo frullate con i pomodori secchi ammorbiditi in acqua bollente e dei capperi , se vi piacciono.

melanzane
Tagliate a fette le melanzane, cospargetele di sale e ponetele in uno scolapasta. Copritele con un piatto e ponetevi sopra una pentola piena di acqua, in modo che il peso faccia perdere l'acqua di vegetazione alle melanzane. Grigliatele su una griglia o in una padella anti-aderente, poi conditele con un trito di erbe aromatiche, olio e uno spicchio di aglio schiacciato, mettendole in un'insalatiera ben strette le une sulle altre. Fatele riposare per un paio d'ore almeno in modo che si impregnino bene.

Farcite le melanzane con l'hummus ai pomodori secchi e infilzatele su uno spiedino, disponete nel piatto e aggiungete uno o due fichi con un cucchiaio di hummus al miele , decorate con dei mirtilli secchi.








Monday, September 11, 2006

Zuppa di zucchina e pasta






Queste lettere sono tratte dalla relazione epistolare che si tiene regolarmente tra Chiaraneve e la Fata Ingrassata.

Cara Chiaraneve,
fare la nutrizionista in un pollaio è un lavoro molto soddisfacente; sto migliorando il mio pollacchiese parlando con le galline dei loro problemi di cuore e cercando di placare i litigi tra le oche. Fare la baby-sitter ai pulcini , poi, si sta rivelando molto divertente e anche loro si sono affezionati: mi chiamano tutti zia. L'unico problema è che qui mi pagano in natura e io dopo aver mangiato uova sode, in frittata, alla coque, all'occhio di bue e in camicia non ne posso più. Per fortuna che ogni tanto mi mandi tu dei biscottini e delle torte, io per la cucina sono negata lo sai! Quindi mi consigli come usare le uova, per favore? Deve essere un piatto verduroso, c'è l'orto nei pressi del pollaio, e di quel tipo confortevole, che mi scaldi il cuore nelle sere malinconiche in cui guardo la luna in compagni del Pipistrello Tenebrello.

Ps Non dirlo a nessuno, ma tra un po' scappo qualche giorno e ti vengo a trovare!

Tanti baci di dama. Tua Fata Ingrassata


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Cara Fata Ingrassata,
sono contenta per il tuo impiego. Che bello avere tutte quelle uova fresche a disposizione. E poi i pulcini devono essere proprio teneri : sono così morbidi e gialli! Ti mando questa ricetta al volo nel senso che faccio un aeroplanino di carta e l'affido al vento: dovrebbe arrivarti entro sera se continua così, almeno la provi per cena.

La ricetta è per due ma io lo so che tu te la mangi da sola, ghiotta come sei.
Allora ti occorrono questi ingredienti (tutti, mi raccomando!):

zucchine 2
uovo 1
parmigiano gratuggiato 2 cucchiai
erbe aromatiche tritate un cucchiaio
brodo vegetale 3/4 di litro
pasta da minetra 50 g
cannella in polvere la punta di un cuccchiaino
olio extravergine di oliva un cucchiaio

Taglia le zucchine a fette e falle rosolare nell'olio insaporendo con la cannella; non distrarti in un romanzo o contando le stelle, rischi che si brucino e poi é questione di pochi minuti. La cannella darà un sapore particolare al piatto che sono sicura ti piacerà. Quando sono colorite aggiungi il brodo bollente, e lascia cuocere lentamente finchè le zucchine sono tenere. Quando mancano cinque minuti alla fine della cottura butta la pasta e e dai una mescolata. Intanto sbatti l'uovo con il parmigiano e le erbe tritate. Quando le zucchine sono tenere e la pasta pronta regola di sale e aggiungi il composto di uova. Mangiala subito, senza scottarti la lingua però. ;-)

Io e gli utensilini ti aspettiamo.
Tanti biscotti anche a te. Tua Chiaraneve.




Friday, September 08, 2006

Crumble di fichi e more






Bric era un piccolo bricco per la panna che abitava nel Paese dell'Armadio ( no, non quello della strega e del leone; un altro) insieme a tanti altri esseri stovigliosi. Si sentiva solo perchè non c'erano altri bricchi con cui confidarsi e non c'era nessuno con cui avesse fatto davvero amicizia: le matronali teiere non davano retta a un piccoletto come lui e le tazze sono boriose, si sa. Aveva anche cercato di legare con dei cucchiaini da dolce, ma invano; quelli volevano stare tutto il giorno sdraiati a sonnecchiare. Un giorno decise di lasciare il Paese dell'Armadio per scoprire il resto del mondo. Cammina, cammina arrivò sera e Bric si fermò vicino ad un ruscelletto per riposare e ascoltare il rumore
dell' acqua che scorreva, suono che trovava molto piacevole. Bric era quieto e stava prendendo sonno quando si sentì afferrare da due mani unticce e appiccicose e si trovò in un baleno in una bisaccia buia, buia. Il povero Bric stava passando dei brutti momenti nella bisaccia buia e gli scendevano anche delle lacrime profumate di panna di tanto in tanto; non sapeva che si trovava nella bisaccia della Fata Ingrassata. La Fata Ingrassata camminava piano piano e ogni tanto raccoglieva delle more dai rovi illuminati dalla luce della luna e se le mangiava con soddisfazione, non aveva paura a girare di notte da sola per chè con lei c'era il fido Pipistrello Tenebrello che la proteggeva dai fantasmi golosi. Quando vide in lontananza una casupola affrettò il passo: era quasi arrivata a casa della sua amica Chiaraneve. Suonò il campanello senza esitazione, nonostante l'ora tarda, e dopo qualche minuto Chiaraneve venne ad aprire la porta con una lunga camicia da notte bianca con ricamate sopra le parole "Enjoy panna fresca".
" Fata Ingrassata, non devi girare così tardi da sola, è pieno di fantasmi in giro!"
"Ma non mi sgridare, vedi con me c'è sempre il Pipistrello Tenebrello che mi consiglia sulla via migliore da seguire. Comunque ti ho portato un regalo, guarda."
E così dicendo estrasse Bric dalla bisaccia. Chiaraneve era felicissima di avere un nuovo utensilino da accogliere nella sua cucina ed emise un sacco di gridolini entusiasti dopo aver abbracciato la sua cara amica. Bric, rincuorato dalla situazione, si asciugò le lacrime pannose e si presentò cercando di far sentire la sua vocina tra il chiacchericcio delle due amiche. Chiaraneve era talmente felice che decise di dare subito il benvenuto a Bric facendo un Crumble di mezzanotte. Mentre la Fata Ingrassata usciva a raccogliere altre more, Chiaraneve presentò Bric ai 7 utensilini. Cucinarono e mangiarono il crumble, innaffiandolo di panna con l'aiuto di Bric che era felicissimo perchè finalmente avrebbe vissuto un sacco di avventure e non si sarebbe più sentito solo.



Per due persone golose

fichi piccoli 20
more 100 g
farina 60 g + 20 g da spolverizzare sulla frutta
zucchero 60 g
burro 60 g
mandorle tritate 60 g

Accendete il forno su 180 gradi. Imburrate e cospargete di zucchero due ciotoline di ceramica. Sbucciate i fichi e deponeteveli all'interno insieme alle more, spolverizzate leggermente di zucchero. Mettete nel mixer il burro freddo a pezzetti, la farina, lo zucchero e le mandorle. Coprite la frutta con la pasta sabbiosa. cuocete per circa trenta minuti.
Servite tiepido con un Bric(co) di panna fresca.

Thursday, September 07, 2006

Torta dolce di zucchine ed erbe






Prima di lasciare la Liguria settimana scorsa, sono andata dal contadino di fiducia a comprare un po' di verdura e basilico da portare a casa: totale 20 kg tra pesche succose, piccoli cetrioli croccanti, pomodori dal profumo inebriante, e poi cipolle, limoni ma soprattutto le famose zucchine trombetta che adoro per la loro dolcezza. Questa qualità zuccherina unita alla caratteristica sodezza della polpa rende questo tipo di zucchina particolarmente adeguata per confezionare dolci desueti. Questa torta di zucchine ed erbe è perfetta con un the nero al profumo di vaniglia e limone. Da gustare a merenda approfittando di una giornata fresca, magari appena ventilata.
La ricetta è di Teresa, una mia amica che ringrazio.



zucchine trombetta 800 g
farina 300 g
uova 3
zucchero 240 g
lievito 1/2 bustina
latte 100 ml
olio extra vergine ligure 100 ml
un trito abbondante di timo, maggiorana, menta e basilico
la buccia gratuggiata di un limone
cannella mezzo cucchiaino



Accendete il forno a 180 gradi. Inumidite un foglio di carta da forno e foderatevi uno stampo a cerniera.


Per il caramello

Fate sciogliere la metà dello zucchero in un padellino dal fondo spesso; girando spesso e rompendo eventuali grumi con il dorso del cucchiaio; quando prende un bel colore ambrato unite 100 ml di acqua in tre volte, sempre mescolando. Versate il caramello sulla tortiera foderata e lasciate raffreddare.

Tagliate a fettine una parte delle zucchine e disponetele sul caramello in modo da coprire la superficie della tortiera, tritate le altre e tenetele da parte. Montate le uova con lo zucchero rimanente, aggiungete a filo il latte, l'olio,
le erbe e la buccia di limone tritate, la cannella, le zucchine tritate ed infine la farina setacciata con il lievito. Se l'impasto non fosse sufficientemente morbido aggiungete altro latte o olio a piacere. Cuocete a 180 gradi per 50 minuti. Quando la torta è raffreddata rivoltatela sul piatto di portata.
È ancora più profumata se viene servita il giorno dopo.










Tuesday, September 05, 2006

Case study: La Compagnia del Cavatappi






Giovanni de La Compagnia del Cavatappi mi ha invitato ad aderire ad una delle iniziative del suo sito chiamata simbolicamente La Compagnia del Blogger a sottendere la spinta collaborativa che il sito di e-commerce vuole attuare con la blogsfera.
Ho preso dunque visione di questo sito che si occupa della vendita di prodotti tipici in buona parte provenienti dal sud Italia, ma che sta cercando di ampliare la sua realtà introducendo prodotti del centro e nord Italia; senza dimenticare la vendita di vini nostrani, francesi, portoghesi e Rum cubani.
Il sito presenta una grafica senza orpelli, minimale al punto giusto che rende agevole l'acquisto e tutti i passaggi preliminari di confronto tra i prodotti. Una sintetica ma esaustiva didascalia accompagna le foto dei singoli prodotti, eventualmente visionabili in un formato più grande, precisando sempre il nome del produttore. In basso sulla sinistra è possibile fare il percorso inverso: selezionare da un elenco il nominativo del produttore che, non sempre, è corredato da una breve introduzione sulle modalità di lavorazione delle materie prime per poi risalire ai prodotti finiti. A mio avviso, fornire una piccola relazione su ciascun produttore servirebbe a qualificarli, a fornire maggiori sicurezze, psicologicamente parlando, ai potenziali clienti.
È possibile risalire ai prodotti anche con il criterio della provenienza geografica e comunque è presente in bella vista in alto a sinistra un modalità di ricerca veloce.
I prodotti sono numerosi e vari: si spazia dai prodotti ittici ai mieli passando per pasticceria e salumi ma anche formaggi e vini: accessori indispensabili alla mensa di tutti i golosi.
Tuttavia passando dall'italiano alle altre lingue (inglese, francese, tedesco) si coglie che la maggior parte del testo rimane inalterato e poche note sono tradotte nella lingua selezionata di volta in volta. Trovo sia importante approfondire almeno la versione in inglese, nell'ordine di ampliare il mercato anche verso potenziali clienti che non parlino la lingua italiana.
Le recensioni lasciate dai consumatori dei prodotti sul sito unite allo sforzo comunicativo attuato tramite i blogger possono attenuare le paure legate da sempre al modo dell'e-commerce che è ancora visto da molti come foriero di truffe e insoddisfazioni. Le recensioni dei consumatori rassicurano il potenziale acquirente sulla bontà effettiva o meno dei prodotti. Il blog inteso come broadcasting medium ( "to broadcast" ha come primitivo significato "seminare a spaglio") restituisce feed-back a diversi livelli, declinati in modo personale da ogni blogger che, affrontando il tema in modo originale, permettono di vivificare nell'immaginario collettivo l'identità virtuale de La Compagnia del Cavatappi che diventa sfacettata e complessa, dunque più "tangibile" nonostante sia esperibile, almeno al primo contatto, solo tramite uno schermo asettico.

Saturday, September 02, 2006

Dolce al Cioccolato(!)








Questa torta è tratta da "Cioccolato!" di Trish Deseine (Guido Tommasi Ed.) e ha solleticato l'appetito di più di un foodblogger finora. Del resto è facilissima, velocissima e piace proprio a tutti, intolleranze alimentari permettendo naturalmente. L'ultima volta che l'ho realizzata tuttavia il forno in questione aveva il termostato impazzito si è scoperto poi; ma prima di quel poi mi sono trovata con una torta bruttina e bruciacchiata e un invito a cena. Ispirata da un peperoncino, una cima di basilico in fiore e poco altro ho fatto una decoro in puro stile Art Nouveau e la torta ha riscosso grande successo anche prima di essere mangiata. Qualcuno ha detto che era kitsch; magari interessa a Moschino.

cioccolato fondente 250 g
burro 200 g
zucchero 200 g
uova 5
farina un cucchiaio

Fate fondere a bagnomaria burro e cioccolato. Aggiungete lo zucchero al composto e poi, una alla volta, le uova, quindi la farina. Versate il tutto in una tortiera imburrata e infarinata e cuocete in forno a 180 gradi per 35 minuti.





Si vede che ho nostalgia di Ipanema?