Tuesday, February 27, 2007

Ananas Chutney





Il celeberrimo mango chutney non è l'unico esemplare della sua specie; invece esistono numerose varianti di questa preparazione, che, seppur declinata con vari tipo di frutta a verdura, presenta sempre aceto, zucchero e spezie tra gli ingredienti. Questa variante con l'ananas e` perfetta con un riso pilau naturalmente, ma provatela con una scaloppa di foie gras o per accompagnare una carne bianca o ancora una fetta di tonno cotti sulla griglia.







ananas 1
sale 25 g
aglio 8 spicchi
zenzero 90 g
uvette 225 g
zucchero 210 g
noce moscata gratuggiata 1/4 di cucchiaino
aceto bianco 3,5 dl

Sbuccciate e pelate l'ananas, dovrete ottenere circa 600 g di polpa. Tritatela e cospargetela di sale. Lasciatela scolare per 90 minuti. Tritate l'aglio, lo zenzero e le uvette. Scolate l'ananas e lavatela leggermente con un poco di aceto. Ponete sul fuoco in un recipiente aceto, zucchero e noce moscata. Lasciate cuocere per 10 minuti. Unite l'ananas e tutti gli aromi. Lasciate cuocere fino a quando si riduca ad una pasta densa. Invasate e usate dopo una settimana.

NB Appena cotto il chutney sentirà solo di aceto e aglio; non temete e sappiate aspettare. Dopo una settimana i sapori si saranno amalgamati e gusterete tutti gli aromi di questa preparazione.





Friday, February 23, 2007

Libum con il farro e due ricotte






Ecco un pane alla mia portata, ovvero senza lievito. Tutte le volte che provo a cimentarmi con impasti lievitati finisce sempre male e capisco che l'errore si verifica all'inizio, il lievito si addormenta o comunque va in sciopero nelle mie mani. Così l'unico pane che realizzo con succeso ora come ora è il chapati.
La ricetta la trovate qui sul blog di Comida ed è di facile e veloce esecuzione. Ho accompagnato i libum con prosciutto crudo S.Daniele, dei caprini aromatizzati con l'aceto balsamico tradizione di Modena e una misticanza.
Francesca, ora aspetto di vedere i tuoi.




Thursday, February 22, 2007






Ormai avete capito, vero?
;)

Wednesday, February 21, 2007

I Blogversario!






Oggi "Il pranzo di Babette" compie un anno. Questo è in contrasto con l'header che recita "established 2005" ma sono vere entrambe le affermazioni. A settembre del 2005 ho cominciato a bazzicare il mondo dei foodblog e ho pensato che mi sarebbe piaciuto a mia volta condividere le mie ricette e le mie teorie gastronomiche. Ero profana delle basi più elementari di informatica e per questo pensavo di non essere all'altezza della gestione di un blog; alla fine dopo qualche mese e molte insistenze di qualcuno mi sono decisa a registrarmi su blogger ma dopo due post il blog si è completamente bloccato. Ho sentito che era un segno del destino e ho rinunciato. Poi il 21 febbraio 2006 ho ripubblicato il I post e a quello ne sono seguiti molti altri.
Il blog mi ha permesso di conoscere tante persone: con alcune di esse è sbocciata un'amicizia, con altre ho comunque scambiato conoscenze di cucina, fotografia e web in generale. Spero di imparare molto altro in futuro dato che, almeno ora, il blog è parte di me, ed è un hobby che mi rilassa e mi diverte molto: amo parlare di gastronomia e lo faccio da appassionata; esprimo il mio punto di vista, senza alcuna pretesa di pronunciare verità incontrovertibili.
Per celebrare questo evento non ho programmato nulla in particolare, mi sono affidata alle mie attuali esigenze gastronomiche: rassicuranti dolci al cucchiaio, con biscottini golosi per accompagnare. La nota speziata è ricorrente nella mia cucina e in questo caso trovo che la droga ideale per sedurre una deliziosa crème brulée sia proprio una stecca di vaniglia. E la rosa? Non è un semplice aroma.


Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus









Crème brulée rosa e vaniglia

tuorli 6
zucchero 60 g
latte 2,5 dl
panna 2,5 dl
rose secche 10 g
vaniglia una stecca

Mettete il latte in una ciotola e aggiungete i fiori di rosa, coprite con la pellicola e mettete in frigorifero. Dopo un'ora circa montate i tuorli con lo zucchero. Incidete la stecca di vaniglia a metà con un coltellino affilato e appuntito. Prelevate i semini e uniteli al latte, fatelo intiepidire, quindi filtratelo dai fiori. Unite la panna, mescolate bene con una frusta e versate il tutto sui tuorli, mescolando fermamente. Ponete la crema in sei coppettine e cuocete a bagnomaria in una teglia piena di acqua bollente nel forno caldo a 160 gradi per 40 minuti.
Fate raffreddare completamente la crema, poi cospargete di zucchero la superficie e caramellatela con il cannello o sotto il grill del forno.
















Lingue di gatto

burro a temperaura ambiente 100 g
farina 100 g
zucchero a velo 100 g
albumi 3
vaniglia una stecca

Riducete in crema il burro con lo zucchero; deve essere una crema leggera. Unite gli albumi, sempre mescolando. Quando sono amalgamati aggiungete la farina setacciata. Mettete l'impasto in una tasca da pasticcere con il beccuccio da 0,7 cm e riempite una teglia di segmentini lunghi 5 cm e ben distanziati gli uni dagli altri. Cuocete i biscotti in forno caldo a 180 gradi per 8-10 minuti. Appena escono dal forno staccateli dalla piastra e metteteli su una gratella da pasticcere. Ripetete con la pasta rimanente.





Tuesday, February 20, 2007

Cucina svedese: le polpette (dell'Ikea!)



I remember some trees which stood black and naked
Weatherbeaten hollows of snow
With sparse lumps of ice,
Been scraped off by the wind alone


E rieccomi, a usurpare uno spazio non mio con ricordi delle terre del nord.
Molte cose mi sono rimaste impresse nella memoria, tanti personaggi e tante situazioni(ahaha se vabbeh) ad ogni modo vorrei spendere qualche parola per elogiare delle figure stupende che si ergono su tutte...


Dalla materia prima...al prodotto finito sotto gli occhi del consumatore :)


-Gli italiani in svezia con scritto in fronte "Siamo italiani, vogliamo la fXXa!" che speravano di trovare Rimini versione invernale in Svezia, ovviamente poi si va al ristorante a mangiare pasta al pesto la sera non sia mai!

-Gli svedesi così provati dal vivere per 6 mesi nell'oscurità semi totale che sono arrivati a sostenere l'esistenza di una "luce del cosmo" che nutre il cervello d'inverno(e non si parla di Dio o religione, proprio...la luce dell'universo O_o)


Russian Art Noveau...aka "La stansa pusè bèla"


-Gli impiegati delle ferrovie di Abisko e il loro stupendo "party of the year" la notte di capodanno nella sala d'aspetto della stazione dei treni in un'atmosfera fantozziana KVLT(ho cercato anche qualcuno con degli occhiali alla ragionier filini ma purtroppo nessuno in vista)

-Una ragazza giapponese che s'è fatta un viaggio assurdo giusto per passare due mattine all'accampamento dei cani, senza fare escursioni o nient'altro.

-Tutti quelli che davanti al mio inglese pietoso mi hanno detto "Ma no! Lo parli molto bene per essere un italiano!"


Frozen streams and vapours gray...


Ma soprattutto vorrei ricordare e ringraziare un anonimo che con me ha combattutto una silenziosa e interminabile battaglia notturna sulle poltroncine del treno notturno, per me sappi che non è stata un'avventura di una notte e basta!
Voglio incontrarti di nuovo e voglio finire lo scontro che abbiamo portato avanti a gomitate, calci e simili per la supremazia della fila :***
Ti porto nel mio cuore perchè ormai le ecchimosi sono scomparse...


Nell'angolo rosso, per l'Italia...emh no questo è il treno dei turisti e degli immigrati non della boxe =P


Epilogo


Fine, qui concludo le mie scarse memorie, ma se anche solo una foto vi è piaciuta o vi ha affascinato e vi ha fatto anche solo per un secondo desiderare di visitare queste terre beh....sappiate che anche io voglio tornarci! E visti i prezzi dannati di quei posti accetterò volentieri qualunque libera donazione per un "Crushing On Scandinavia - Summer Time 20**" (spero entro il 2099 di aver raccimolato abbastanza danari =P).
Adotta a distanza un piccolo(?) scandinavofilo, bastano 10 euro e lui si potrà pagare un pasto in un fast food *_*
Much the cow






Certo il nome köttbullar non vi dice nulla, ma il sottotitolo "le polpette dell'ikea" immagino di si :)
L'argomento è abbastanza hot in questo momento:
-qui potete vedere quelle assolutamente autentiche, in un succulento panino dai colori sgargianti;
-qui leggerete una dissertazione su Ikea&polpette ispirata da un editoriale del Gambero rosso;
-qui invece trovate una minuziosa quanto spassosa recensione di un ristorante della marca svedese.

Dal canto mio mi sono limitata a (e)seguire la ricetta trovata su un volume di cucina svedese. Ho trovato queste polpette piuttosto gustose, ma anche in questo caso niente
lingoberries, così ho accompagnato le polpette con una salsa assolutamente svedese ma che in genere si usa per il pesce. Mi riprometto di provarla con il salmone il prima possibile.

Köttbullar

Carne trita di manzo 250 g
Carne trita di maiale 250 g
Latte 250 ml
Pan grattato 250 g
Uovo 1
Cipolla 1
Sale
Pepe, cannella, noce moscata un cucchiaino ciascuno
Burro

Tritate finemente la cipolla e fatela appassire in poco burro, senza che si scurisca. Immergete il pane nel latte. Mescolate la carne con l’uovo, la cipolla, il pane imbevuto di latte, il sale e le spezie. Se la miscela fosse troppo densa unite altro latte. Lascite riposare l’impasto al fresco per 20 minuti, poi cominciate a fare le polpettine. Potete farle con l’ausilio di due cucchiaini oppure con le mani. Ne verrano circa 65.
Ponete abbondante burro in una pentola e fatelo cuocere bene, appena ha preso colore ponetevi le polpettine e lasciategli prendere colore da ogni lato. Scuotete spesso la pentola tenendo saldamente con due mani il manico. Servite con patate bollite, o con purè e i lingoberries, beati voi se li trovate.

Salsa all’aneto

Zucchero 2 cucchiai
Aceto bianco 1 cucchiaio
Aneto 20 g
Senape all’ancienne 4 cucchiai
Olio di semi 6 – 8 cucchiai

Mescolate aceto e zucchero. Io per farli amalgamare bene li ho fatti scaldare appena in un padellino, per avere una sorta di caramello all’aceto. Lasciate intiepidire e unitelo alla senape. Aggiungete l’olio e quando avrete una crema bella liscia l’aneto tritato.

Saturday, February 17, 2007






Vi aspetto di là!

Friday, February 16, 2007

Crème brulée al matcha





Su www.ilpranzodibabette.com/ trovate tutte le mie ricette al matcha

Ora che posseggo il cannello per dolci sono lanciatissima con le crème brulée, veramente non mi ferma nessuno. Forse sta venendo fuori la piromane che c'e` in me. E detto da una che non sa accendere i fiammiferi...
La crème brulée ha un sacco di caratteristiche positive:
-permette l'uso del cucchiaino, posata che io adoro
-si prepara tranquillamente in anticipo e si stocca in frigorifero, anche in grandi quantità
-fa scena nel momento in cui si fiammeggia con il cannello
-è multisensoriale come pochi altri dolci in quanto produce un meraviglioso suono nel momento in cui si rompe la crosticina con il cucchiaino, appunto.
Così dopo la crème brulée al cioccolato ecco la green-version, naturalmente al matcha. Buonissima, la panna, così ricca di sapore, si sublima con le note vegetali del matcha. 6 porzioni piccine o 4 grandi, a voi la scelta.

Crème brulée al matcha






Tuesday, February 13, 2007

Cucina svedese: gli gnocchi

Dopo il mio primo post gentilmente concessomi dall'autrice di questo blog mi è stato chiesto di replicare e di fornire in uno stile allegro, sciolto e ritmicamente piacevole un resoconto di un recente tour che mi ha visto protagonista nella Lapponia Svedese.
P.S.:Per coloro i quali volessero vivere una maggior immedesimazione suggerisco di infilare la testa nel freezer al momento della lettura. ]:D





Till Fjälls, Till Fjälls där storm mig famnar
Till Fjälls, Till Fjälls vakad av ramnar
-
To the mountains, to the mountains where storm embraces me
To the mountains, to the mountains watched by ravens


Ingredienti: Neve, Ghiaccio, Vento, Desolazione, Buio.
Procedimento: Mischiate neve e ghiaccio, spargeteli col vento su una natura rada, spoglia e malinconicamente desolata, infine contornate il tutto con un'enorme quantità di buio e qua e là qualche riservato e taciturno abitante.
Risultato: La Lapponia






Posso ahimè aggiungere poco altro, non sono in effetti in grado di rievocare con le parole l'atmosfera desolata e solitaria che scaturiva dall'ambiente circostante e dall'oscurità onnipresente che concedeva alla luce poche ore di sfogo per poi riavvolgere tutto.




Beware Of The Light[...]Night is so beautiful (we need her as much as we need Day)

Ovviamente non mancano comunque anche qui zone più turistiche come Kiruna e Jukkasjärvi dov'è possibile visitare l'affascinante (ma va?) Ice Hotel vero e proprio palazzo di ghiaccio delle favole...





Carino l'Ice Bar, peccato che le consumazioni avessero un prezzo un tantino scottante :D




Bellissime a vedersi, si apprezzano un po' meno da seduti.




Ice Suite, 470 euro a notte in alta stagione... e non c'è manco il bagno =P.

Insomma, chiudete le valigie amici si va Berlino! ops no mi sono confuso, insomma copritevi bene anche se quest'anno fa caldo (minima a -10°) e cercate di immaginarvi su una strada ghiacciata dove sibia il vento a guardare una luna di dimensioni spropositate mentre meditate indisturbati.




May these moments under the moon be eternal.
May the infinity haunt me... In Darkness.



Much the cow





I souvenir che Much ha riportato dal viaggio in Lapponia sono stati un libro di cucina svedese e vari vasetti di aringhe per cui la conclusione ovvia era di realizzare una cena a base di piatti svedesi. Purtroppo mi è stato impossibile reperire a Lipomo e dintorni i lingonberries, deliziose bacche rosse, succose e aromatiche che sono un elemento onnipresente della cucina cucina svedese. Per dare una nota di colore ho decorato i piatti con rametti di ribes. L'autenticità al pasto è stata restituita dall'ottima Seriously [swedish vodka] .





Aperitivo: i crostini con le aringhe aromatizzate da varie salse speziate.


Oggi vi posto la ricetta degli gnocchi svedesi, per qualche spiegazione in merito, realizzata in loco, vi rimando qui.

Kroppkakor




Patate 1,5 kg
2 uova
Farina 250 g
Sale un cucchiaino
Cipolla 1
pancetta 100
pancetta affumicata 100 g
Cannella, noce moscata, pepe 1 cucchiaino ciascuno

Fate bollire le patate, schiacciatele e mescolatele con le uova e il sale. Lasciate raffreddare il tutto. Unite la farina, tenendo conto che potrebbe servirne di piu`, e lavorate la pasta fino a quando sia soda e non appiccicosa. Stendetela come se doveste fare un rotolo. Cuocete la pancetta in poco burro, unite la cipolla tritata fine e, fuori dal fuoco, le spezie. Tagliate un pezzetto di pasta dal rotolo steso e formate un piccola depressione con le dita, infilateci un poco di ripieno e chiudetelo lavorandolo bene con le mani, in modo che il ripieno sia chiuso all’interno. Proseguite fino all’esaurimento degli ingredienti. Cuoceteli in una pentola piena di acqua bollente salata, contando 5-6 minuti quando vengono a galla. In tutto impiegano circa 10 minuti.
Serviteli con burro e lingoberries a piacere.






Monday, February 12, 2007

Hummus alla dukka






L'hummus è una delle cose che riscuote grande successo in casa mia, e sono quindi stimolata a trovarne delle variazioni. Avevo infatti già postato oltre a quello classico anche l'hummus ai pomodori secchi e l'hummus al miele. Ora ho fatto conoscenza con la dukka e ne sono diventata dipendente nel giro di pochi giorni... Immaginate voi come sia finita.

Ps Suggerimento per chi possiede una gelatiera: provate a fare il gelato alle nocciole e dukka. Secondo me rivedendo le proporzioni di sale e spezie e aumentando le nocciole verrebbe una meraviglia!!
Io intanto mi accontento dell'hummus ...





Dukka 3-4 cucchiai
Hummus senza aglio realizzato con 150 g di ceci secchi
yogurt greco
olio evo

Mescolate l'hummus con la dukka, eventualmente unite ulteriore olio o qualche cucchiaiata di yogurt greco per renderlo liscio. Spolverate con un poco di dukka e servite.







Wednesday, February 07, 2007

Menù di San Valentino


Menù di San Valentino? Ma oggi non è San Valentino, direte voi! Lo so, lo so ma perchè il post sia di pubblica utilità vi do una settimana per organizzarvi, reperire gli ingredienti, eventualmente fare una prova generale, anche se le ricette le ho pensate semplici e veloci, perchè ci deve essere tempo per farsi belle. Certo poi se cucina lui di tempo ce n'è anche di più :)
Tre portate senza antipasto, e trovo che nell'insieme il menù sia nutriente. Se proprio non vi va di sorseggiare il calice di cartizze dell'aperitivo senza nulla potete optare per involtini fatti di salmone affumicato farcito con mela pink lady a fettine sottili e sedano bianco, serviti con yogurt misto a olio, fior di sale e un poco di aneto.


Paccheri con pesto di pistacchi al profumo di mandarino e pesce spada


Frittatine con feta e lamponi


Crème brulée al cioccolato


le ricette del Menù di San Valentino le trovate sul nuovo blog

Paccheri con pesto di pistacchi, pesce spada e mandarino







I paccheri sono una passione recentissima e questa è la prima volta in assoluto che compaiono sulla mia tavola. Devo ammettere che in questo caso Much è stata più disinibita di me. Questo pesto l'ho pensato verdissimo, profumato e senza aglio( se no che San Valentino è?!). Il mandarino infonde al piatto la nota dolce, bilanciata dalle olive kalamata con il loro retrogusto lievemente amaro.




paccheri 20
pistacchi 50 g
aneto 10 g
fior di sale
olio evo
mandarino 1 (da coltivazione biologica)
lime 1
pesce spada 160 g
olive kalamata 6

Tagliate il pesce spada a cubetti. Prelevate la buccia del mandarino con un rigalimoni e tenetela da parte. Spremetene il succo e mescolatelo con il succo di mezzo lime e un cucchiaino di olio. Ponetevi il pesce a marinare al fresco. Frullate i pistacchi con l'aneto, metà della buccia del mandarino, fior di sale e olio sufficiente a formare un pesto liscio. Denocciolate le olive, tagliatele a pezzettini e mescolatele con la buccia di mandarino rimanente. Cuocete i paccheri in acqua bollente salata. Mentre li portate a cottura saltate il pesce, scolato della marinata, in una padella appena unta. Allungate il pesto con un mestolino di acqua di cottura della pasta.

costruzione del piatto
Scolate i paccheri al dente, mescolateli con il pesto allungato e poneteli nei piatti piani. Unite il pesce spada saltato e le olive con la buccia di mandarino. Servite.







Frittatine con feta e lamponi







Feta, lamponi e l'aceto balsamico a rendere armonioso il tutto. Idea germogliata probabilmente al marchè d'Aligre mentre mi pesavano la feta alla drogheria greca e io indugiavo con lo sguardo su un banchetto pieno di cestini di lamponi, che intravedevo in lontananza. Ho impiegato qualche giorno per formalizzarle ma non escludo di indagare questo accostamento anche in altre preparazioni. Nel giro di una settimana sono state testate da più di un palato raffinato, sempre con esito positivo. Ora mi manca un nome evocativo, che proprio non si trova. O mi devo rassegnare a questo titolo didascalico?





lamponi 30 g
feta 40 g
aceto balsamico un cucchiaino
uova 2
olio evo
fior di sale
valeriana


Lavate i lamponi, asciugateli e tagliateli con il coltello in quarti. Schiacciate la feta con la forchetta. Sbattete le uova con l'aceto balsamico e un pizzico di sale. quindi unitevi i lamponi e la feta. Scaldate una padella unta con poco olio a forte calore e ponetevi la pastella a cucchiaiate ben distanziate. Diminuite il fuoco e dopo 1 minuto giratele per farle cuocere dall'altro lato.
Per fare le fritattine a forma di cuore ungete i tagliapasta dei biscotti e poneteli nella pentola calda, mettete la pastella nei coppapasta e cuocete come spiegato sopra. Al momento di girare le frittatine, tenete con le pinze il coppapasta e dando un leggero movimento la frittatina si staccherà; diversamente aiutatevi con un coltellino da frutta e procede a cuocere dall'altro lato.
Servitele fredde o intiepidite al forno con un'insalata di valeriana, guarnita da qualche lampone e condita con olio, aceto balsamico e fior di sale.






Crème brulée al cioccolato







Tra i vari regali di Natale figurava anche uno splendido e performante cannello. Cos'è un cannello?! In pratica una fiamma ossidrica in miniatura, strumento ideale per confezionare la crème brulée. Per intenderci il dolce di cui Amélie adora rompere la crosticina, appunto. Questa versione al cioccolato, golosissima, viene direttamente da Il libro d'oro del cioccolato, splendido volume che ho ricevuto in dono recentemente; e la potete preparare anche il giorno prima senza problemi. Bea ringrazia ancora la tua mamma, è stata dolcissima :*





cioccolato 150 g
tuorli 4
zucchero 40 g + 20 g
panna fresca 2,5 dl
vaniglia una stecca

Tritate il cioccolato. Lavorate i tuorli con lo zucchero in modo che diventino chiari e spumosi. Portate a ebollizione la panna con la stecca di vaniglia incisa per il lungo. Quando sobbolle versatela sopra ai tuorli e mescolate vigorosamente. Rimettete sul fuoco, lentissimo, e continuando a mescolare lasciate che la crema si addensi. A questo punto versate il tutto sul cioccolato tritato e mescolate in modo che diventi una crema omogenea. Versate nei bicchieri da Martini cocktail e lasciatela raffreddare bene.
Prima di servire spolverate con lo zucchero rimanente la superficie della crema e caramellate con il cannello. Aprite il gas e regolate la fiamma , poi diffondete il calore unformemente, ripassando leggeremente sugli stessi punti. Io questo l'ho capito caramellando la seconda che non è venuta bruciacchiata come questa. Se non avete un cannello, pensate a delle ciotoline adeguate per il forno e fate quest'ultima operazione sotto il grill ben caldo.



Monday, February 05, 2007

Cucina indiana e East end






L'ultima volta che ho visitato Londra ho messo piede per la prima volta nell'east end e se possibile ho amato ancora di più questa città di cui sono già perdutamente innamorata.
Il giro era iniziato da Spitalfields e dopo aver visto il mercato di sfuggita, poco significativo, avevamo proseguito verso Brick Lane.
Un arco segna l'inizio di questa via e idealmente l'ingresso in un altro mondo.





Da molto tempo a Brick Lane si è radicata una comunità indiana, tanto che il quartiere presenta dei tratti esotici enfatizzati dai nomi delle vie che sono scritti sia in lingua inglese che in lingua hindi.





La presenza indiana e asiatica in generale à massiccia; inutile dire che i ristoranti che cucinano tandoori e i negozi che vendono spezie e vasellame sono numerosi. Circa a metà di Brick Lane ho trovato persino un supermercato esclusivamente di prodotti asiatici. Non mi sono trattenuta e ho fatto incetta di spezie; di alcune di esse avevo solo letto il nome sui libri fino a quel momento. Nell'euforia ho comprato dei "doppioni" anche di ingredienti che erano già in mio possesso. Come per i semi di senape di cui ora ne sono proprietaria nella quantià di 450 grammi! Se qualcuno ne avesse bisogno non esiti a domandare.





Risalendo tutta la via si trova, la domenica, il caratteristico mercato delle pulci di Brick Lane. Uno dei pochi che trovo assolutamente autentici.





Banglacity
continental supermarket
Brick Lane (numero imprecisato, scusate!)

Channeh Sabat

Questo piatto vegetariano si conserva anche qualche giorno e i ceci assorbono al meglio gli aromi. Nonostante la presenza rilevante di peperoncino e aglio, essi sono perfettamente in armonia con gli altri sapori.






ceci secchi 250 g
aglio 4 spicchi
peperoncino 3
cipolla 1 grossa finemente tritata
ghee (burro chiarificato) 60 g

curcuma* 1 cucchiaino scarso
paprika* 1 cucchiaino scarso
fienogreco* 1 cucchiaino
cumino* 1 cucchiaino
coriandolo* 1 cucchiaino
assafetida* un pizzico

*(tutte finemente pestate insieme)

prezzemolo tritato 1 cucchiaio
un grosso pomodoro
succo di lime un cucchiaino
cardamomo 3 bacche
cannella 2 cm
menta 1 cucchiaio
garam masala 1 cucchiaino scarso

Lavate i ceci e metteteli in acqua per almeno 24 ore. Scolateli a fateli bollire in acqua salata aromatizzata con uno spicchio di aglio. Tenete l'acqua a un livello di 10 cm sopra ai ceci in modo costante. Il tempo di cottura è di circa 2 ore e mezza. Quando sono teneri scolateli e tenete da parte anche l'acqua di cottura.
Pestate le spezie ( curcuma, paprika, fienogreco, cumino, coriandolo, assafetida) in una polvere finissima.
Scaldate il ghee e cuocete le cipolle tritate in modo che diventino marroncine. Dopo circa 20 minuti di cottura unite 200 ml di brodo di ceci e lasciatelo evaporare completamente. Tritate e unite i peperoncini e cuoceteli a calore medio per un minuto. Aromatizzate con le spezie pestate. Abbassate il fuoco per un minuto, quindi aggiungete i ceci; mescolate e cuocete per cinque-sette minuti. Bagnate ancora con l'acqua dei ceci e condite con un cucchiaino e mezzo di sale. Aggiungete il prezzemolo, il pomodoro, il peperoncino, l'aglio tritato, il succo di lime, il cardamomo, la cannella e le foglie di menta. Portate a bollore quindi coprite e lasciate sobbollire per venti minuti. Scoprite e aggiungete il garam masala. Mettete il coperchio e fate cuocere ancora per dieci minuti a calor medio. Servite con del chapati.






Thursday, February 01, 2007

Cucina giapponese: ebi ochazuke






Di questo minestra di riso e the avevo letto di sfuggita nel meraviglioso La cucina giapponese di Graziana Canova Tura (si lo so non mi stancherò mai di ripeterlo!), poi l'ho visto in carta da chajin a Parigi la settimana passata e quindi sono tornata a consultare il volume. È una minestra decisamente particolare, ai primi bocconi non ho pensato che fosse deliziosa ma poi il mio palato si à abituato a questo connubio di sapori freschi e di alghe. La sapidità è infatti data solo dai gamberi grigliati alla soya, essendo il riso cotto nella maniera tradizionale. La scelta del the nel mio caso è caduta sul kokeicha, che ha un aspetto particolare a causa del trattamento al vapore che gli conferisce una forma ad aghi di pino; ma va bene anche un altro the verde giapponese come il bancha o il sencha.





Per il riso

riso per sushi
riso a chicco piccolo 300 g
acqua 330 ml

Mettete il riso in una ciotola (non di acciaio) e sciacquatelo con dell'acqua fredda, fatela colare via, poi schiacciate il riso con il palmo della mano in modo che i chicchi si strofinino tra loro. Ripetete questa operazione tre volte, poi fate sgocciolare il riso per un'ora. Dopodiché trasferite il riso in una pentola con l'acqua, copritela, e cuocete a fiamma alta per 4 minuti, poi abbassate il fuoco al minimo e cuocete per 15 minuti ancora. Alzate quindi la fiamma per 5 secondi, poi spegnete e lasciate riposare per 15 minuti senza togliere il coperchio in modo che cuocia ancora nel suo vapore.
Trascorsi 20 minuti dal termine di cottura del riso trasferitelo in una ciotola utilizzando una spatola di legno, e muovetela come se doveste tagliarlo facendo in modo che si raffreddi raggiungendo la temperatura ambiente.



wasabi
alga nori
salsa di soya
gamberoni 3 a testa
te` verde Kokeicha 3 gr a testa


Abbrustolite l'alga nori passandola leggermente su una fiamma dal lato
lucido, poi tagliatela a filini. Spennellate i gamberi con la salsa di soya e cuoceteli sulla griglia calda. Preparate l'infuso ponendo il the per 1-2 minuti in acqau calda a 95°.
Ponete il riso in ciotole o piatti, in questo caso dandogli la forma con l'aiuto di un coppapasta, condite con un pochino di wasabi, un abbondante mucchietto di alga nori e poi versarvi sopra il te`. Adagiate i gamberi in modo armonioso. Servite subito.





Sukibara ni chazuke


(Dice il saggio:"Per una pancia vuota, chazuke").